12 gen 2009
// William Maddler.
Oggi su Repubblica e` stato pubblicato un articolo a titolo “Pedofilia e riti satanici, crescono i reati dei preti“.
A quanto pare il “tribunale” del Vaticano, la Penitenzieria, ha un super lavoro a causa dell’incremento di questi reati. Ma contrariamente a quanto avviene nei tribunali italiani, i PM vaticani sono decisamente piu` efficenti: “Numeri non ne possiamo fare, ma posso assicurare – ammette monsignor Girotti – che è un lavoro costante e molto rilevante. Ogni pratica viene evasa nel giro di una giornata. Anche se ci possono essere casi – aggiunge il Reggente – che richiedono più sedute e doverosi approfondimenti per meglio verificare se il pentimento è autentico, spontaneo e sincero”.
Con buona pace della giustizia civile (o quel che ne rimane), aggiungo io chiedendomi quanto tempo abbia richiesto l’evasione delle pratiche per i numerosi preti pedofili provenienti da tutto il mondo che sono stati nascosti in Vaticano…

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6 gen 2009
// William Maddler.
Da una mail pubblicitaria (nel senso che questi ci credono veramente, mica il solito spam!):
“Se questo messaggio può avervi causato in alcun modo un qualunque disturbo, non vi porgiamo le nostre scuse.”
Se non e` sincerita` questa…
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31 dic 2008
// William Maddler.
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30 dic 2008
// William Maddler.
…sara` solo un caso, sara` solo colpa della situazione internazionale, sara` colpa di d’Io solo sa` cosa… ma fatto sta` che da quando in strada oltre ai valorosi uomini e donne della polizia di stato, dei carabinieri, dei vigili urbani, della polizia locale, della polizia provinciale (ed una manciata di altre armi che ora mi suggono) ci sono anche i valoris paracadutisti/alpini/altro a me hanno, nell’ordine rubato:
1 motorino
3 bauletti (sono recidivo)
1 casco
1 completo da pioggia
cazzatelle varie ed eventuali che tenevo nei bauletti
ora, sara` anche un caso… ma che cazz’e`!
Quindi, signor sindaco, per cortesia, li rimandi a casa ’sti pori ragazzi. Non teniamoli ancora la a prendere freddo, co’ ’sto tempaccio! Che qua senno` mi costa una fortuna!
Scusate lo sfogo… ma quando ci vuole…
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14 dic 2008
// William Maddler.
Per puro caso ho scoperto che proprio in questi giorni e` stato rilasciato un nuovo aggiornamento per il BIOS di Aspire One A110 e A150. Non si puo` certo dire che il changelog sia particolarmente chiaro, ma per il momento questo e` quanto:
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Date : 2008/11/19
BIOS Version : v0.3308
EC Version : 3.5D
EC:
1. Fix RIS LAN download system shutdown issue.
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Date : 2008/11/03
BIOS Version : v0.3307
EC Version : 3.4B
BIOS:
1. Formal release base on 3306c.
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Date : 2008/10/30
BIOS Version : v0.3306c
EC Version : 3.4B
BIOS:
1. Set XP DC mode C4 timing to 0×0B.
2. Set XP DC mode pcie break event to disable.
(Please see attach file “PowerConsumption1.xls”.)
EC(3.4B)
1.Set Brightness table
AU Flicker Panel 46% 47% 48% 49% 50% 63% 72% 81% 90% 100%
OTHER Panel and AU new Panel 21% 25% 31% 35% 39% 51% 63% 75% 87% 100%
;————————————————————————————
Date : 2008/10/08
BIOS Version : v0.3306a
EC Version : 3.4A
BIOS:
1. When Panel is V1, send 0×12 to port 0×6C and send 0×00 to port 0×68.
The other, send 0×12 to port 0×6C and 0×01 to port 0×68.
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Date : 2008/10/06
BIOS Version : v0.3306
EC Version : 3.4
BIOS:
1. If PowerOn password is equal to Harddisk password, do not ask Harddisk password.
2. Change BIOS Date to “10/06/2008″
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Tagged: a110 · A150 · acer aspire one · BIOS
4 dic 2008
// William Maddler.

Ghe pensi mi!
Ci sono notizie che mi fanno correre dei gran brividi sulla schiena, ma il cavaliere Berlusconi ha sempre quel fascino oscuro: “Ho visto tecnologie d’avanguardia. Al G8 e al G20 potremo proporci per regolamentare il sistema Web nel mondo”.
Se gia` il concetto di “regolamentazione” di uno strumento di (libera) comunicazione fa di per se accapponare la pelle (”aggrizzare le carni” dicono dalle mie parti trasmettendo meglio la sensazione di disagio) la possibilita` che cio` venga fatto da un governo di destra e` letteralmente terrificante. Per usare un eufemismo.
E` terrificante anche alla luce dei numerosi, e sempre troppi, tentativi di imbavagliare la comunicazione che in tutto il mondo continuano a fare capolino. E ahime` anche in Italia non siamo immuni dai venti censori. Con una classe politica assolutamente incapace di comprendere l’importanza che la rete puo` e deve avere o che pur comprendendolo e` molto piu` preoccupata dalle potenzialita` di un mezzo per sua natura incontrollabile.
Tutto cio` e` triste e paradossale e sempre di piu` e` necessario prestare TANTA attenzione a quanto sta avvenendo.
Nel frattempo vi consiglio il post di Vittorio Zambardino: “Regolamentare” la rete è una pessima idea
Mentre per capire quello che all’estero pensano di noi (The Register): Berlusconi plans to use G8 presidency to ‘regulate the internet (Forza Italia?)’
Che dire, incrociamo le dita…
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14 nov 2008
// William Maddler.
Mi limito a riportare, sottoscrivendolo a pieno, il comunicato del SupportoLegale relativamente alla sentenza per la mattanza (perche` di questo si e` trattato) della Diaz, durante il G8. 
Amnistia per la polizia!
Giovedì 13 novembre 2008 si è concluso l’ultimo dei tre grandi processi di primo grado per gli eventi legati alle proteste contro il G8 del luglio 2001 a Genova.
Il processo a 29 funzionari di polizia per l’irruzione alla scuola Diaz che terminò con 93 persone arrestate illegalmente e 61 di queste ferite gravemente si è concluso con una sentenza esemplare: sedici assoluzioni e tredici condanne.
Il tribunale ha deciso di condannare solo gli operativi e di assolvere a pieno titolo chi ha pianificato un’operazione vendicativa e meschina. Di assolvere le menti che per giustificare una carneficina hanno deciso di piazzare due bombe molotov recuperate nel pomeriggio tra gli oggetti rinvenuti, di mentire circa l’accoltellamento di un agente, di coprirsi l’uno con l’altro raccontando incredibili resistenze da parte degli occupanti della scuola e saccheggiando il media center che vi si trovava di fronte. La ciliegina sulla torta del presidente Barone e delle sue due giudici a latere Maggio e Deloprete: alle vittime di quella notte va qualche spicciolo, tanto perché nessuno si lamenti di essere stato tagliato fuori da una immaginaria torta.
Alla lettura della sentenza nessuno di noi si è meravigliato. Non siamo delusi, non siamo tristi, né pensiamo alcuno dovrebbe esserlo. Siamo solo furiosi.
Non abbiamo mai creduto che la giustizia fosse veramente “uguale per tutti”, non abbiamo mai creduto che chi esercita il potere avrebbe ammesso di essere giudicato, di essere messo in discussione.
Ma il dileggio con cui è stata confezionata questa sentenza parla da sé: l’amnistia per la polizia è la seconda parte di quell’operazione vendicativa e meschina che ha portato alla Diaz.
E’ il secondo tempo della vendetta per la frustrazione e il terrore che lo Stato e i suoi apparati hanno provato in quei giorni di rivolta. Non ce l’hanno mai perdonata e non ce la perdoneranno.
La sentenza che chiude questo ciclo di processi di primo grado dovrebbe essere una lezione di storia, e forse grazie ad essa restituiremo la dignità a una vicenda che ne ha avuta molto poca, perché molti oltre a noi si accorgeranno diqualcosa che è la base di quanto è successo a Genova in quei giorni.
Esiste una posizione per cui parteggiare: quella degli insofferenti, quella dei subalterni, degli sfruttati, dei deboli, di coloro che lottano per un mondo migliore e più equo.
Ed esiste un’altra posizione, quella di chi comanda ed esegue, di chi tortura e vìola, dei forti con i deboli e dei deboli con i forti, quella di chi esercita il potere e lo coltiva.
Nella vita bisogna scegliere. Noi lo abbiamo fatto, oliando meccanismi di memoria che altrimenti avrebbero condannato all’oblìo una pagina nera della storia italiana e internazionale. Noi lo facciamo tutti i giorni. Non abbiamo rimorsi e non abbiamo rimpianti per quanto è avvenuto.
Solo rabbia. E non siamo i soli.
Supportolegale
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14 nov 2008
// William Maddler.

Chi paga per i peccati dell'uomo?
Quello di fianco e` il manifesto pensato da Telefono Donna per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il prossimo 25 novembre. Che l’immagine richiami chiaramente un crocefisso e` palese. Il testo recita “”Chi paga per i peccati dell’uomo? Solo il 4% delle donne vittime della violenza denuncia il proprio carnefice. Le altre pagano anche per lui”. Il commento dell’assessore comunale all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, e` stato: “Non so se ho gli strumenti per negare gli spazi, ma ne respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana. Pongo il problema politico e ne informerò il sindaco: chiederò a telefono Donna di ritirare il manifesto”.
Io invece mi chiedo invece se il signor Cadeo si sia posto il problema di quanto la violenza sulla donna possa essere offensiva per tutti!
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13 nov 2008
// William Maddler.

Chi? Io?!
(da http://www.softwarelibero.it)
L’Associazione per il Software Libero cerca da 3 mesi di prendere visione dei protocolli d’intesa sottoscritti dal Ministro Brunetta con Microsoft senza successo.
Forse dei fannulloni si annidano nel Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ?
Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Ministro con la quale richiamiamo la sua attenzione riguardo i vantaggi del software libero.
Lettera aperta all’On.le Ministro Renato Brunetta
Protocolli d’intesa sottoscritti in data 05.08.08 con Microsoft Italia S.r.l.
On.le Ministro Renato Brunetta,
il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d’intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello “per lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/intesa.mspx), e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) “per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/documentale.mspx). Continue reading →
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11 nov 2008
// William Maddler.
A quanto pare il caro, buon vecchio Ricardo Levi a starsene con le mani in mano proprio non ci riesce. Vi rinfresco la memoria. Un anno fa (il 12/11/2007 per la precisione) il governo Prodi voto` in sede di Consiglio dei Ministri un DDL che avrebbe dovuto regolamentare, tra le altre cose, anche i blog. All’epoca si alzo` un polverone non indifferente con una mobilitazione piu` che massiccia viste le considerevoli conseguenza (in primis l’equiparazione dei blog ad una testata giornalistica, con tutto cio` che ne consegue dal punto di vista legale e di responsabilita` civile e penale).
Riccardo Levi, comunque, si affanno` che lo scopo della legge non era quello di mettere il cerotto sulla bocca dei blogger (alzi la mano chi ci crede…).
A poco meno di un anno, dicevamo, riecco il nostro prode che non demorde, seppur orfano di governo stoicamente resiste e ripropone il suo bel DdL. Che dire, come si puo` non provare stima e ammirazione per un uomo cosi` fedele ai propri principi?
Certo, se lo stesso impegno fosse anche rivolto alla risoluzione dei problemi veri (chesso`, occupazione e salari? ad esempio?) ci farebbe anche piu` piacere.
Tornando seri, il fatto che il Progetto di Legge sia stato riproposto evidenzia come, ahinoi, il rischio per la liberta` di espressione sia quantomai serio e che occorre fare molta attenzione, indipendentemente dal colore del governo (non foss’altro che oramai tendono tutti al grigio scuro).
Per comprendere meglio il nuovo PdL vi rimando all’interessante articolo pubblicato da Daniele Minotti (Play it again, Levi). Per rinfrescarvi la memoria sulle puntate precedenti potete invece leggere l’articolo pubblicato a suo tempo da civile.it.
In bocca al lupo!
edit 12/11/2008 segnalo anche l’interessante post di Vittorio Zambardino: “Legge “Ammazzablog”: protesta giusta ma…”.
Posted in: censura.
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