Seguendo l’evoluzione della discussione sul DDL ammazza blog, mi sono imbattuto in un articolo su repubblica.it, in cui il Ministro per le Comunicazioni, Gentiloni, ammette che, in fin dei conti questo DDL e` un bel pastrocchio. Fin qua non ci sarebbe nulla di male, anzi. Quello che mi ha fatto accapponare la pelle e` il testo, pubblicato originariamente sul blog (?!) del ministro:
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog
Come come come?! Il DDL, in pratica, e` stato approvato sulla fiducia. Voglio dire, va bene non impararlo a memoria. Ma, caro Ministro, in fin dei conti le righe incriminate saranno al massimo una quindicina, scritte a corpo grande e nemmeno a tutta pagina. Bastavano 10 minuti in piu`. Mah!
Ah, caro Ministro, nell’ipotesi che Lei per sbaglio si imbatta in questo blog: non bastano una blog ed una fotografia che la ritrae col cellulare all’orecchio e i quotidiano sotto il braccio per essere esperti di comunicazione.
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