Cosi` cantava il ritornello di una canzone, una trentina di anni fa (per la cronaca “Johnny il Bassotto”, di Bruno Lauzi). La soluzione del caso, nella canzone era abbastanza semplice. Cosi`, invece potrebbe non essere in futuro. La riflessione nasce da una recente notizia circolata in rete, relativamente all’uccisione di 9 militari sudafricani da parte di… un robot. Un cannone gestito da un computer, a causa di un malfunzionamento, ha pensato bene di scaricare 250 proiettili di antiaerea contro un reparto di militari.
Cert, e` un caso estremo, ma anche se non ce ne rendiamo conto, l’impiego di “robot” (seppur ancora privi di quella romantica scintilla di inteligenza) e` oramai cosa comune. Negli Stati Uniti dovrebbe iniziare a breve la sperimentazione di camion totalmente automatici, senza necessita` di guidatore. E gia` ci sono automobili in grado di parcheggiare autonomamente.
Prendiamo l’ipotesi meno rischiosa, se la mia auto nuova nel parcheggiare danneggia un’autovettura, di chi sara` alla fine dei conti la responsabilita`? Certo, sara` l’assicurazione a pagare ma… la “colpa” e` mia in quanto proprietario dell’autoveicolo che ha fatto il danno, della casa produttrice che ha installato il “parcheggiatore automatico”? Di chi ha scritto il programma?
Sara` interessante vedere cosa accadra` nei prossimi anni. Intanto la sensazione e` sempre piu` quella di trovarsi tra le pagine iniziali di “Io, Robot” di Asimov.
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