Cito il titolo di un post sul blog di Vittorio Zambardino, Zetavu spero che non me ne voglia, perche` da questo suo post e` nata la riflessione che riporto di seguito. Il post originale prende spunto dalla “trasmissione” su Repubblica Radio TV di un dibattito al proposito del (solito) DDL sulla riforma dell’editoria. Vittorio Zambardino evidenzia, con condiviso disappunto, come praticamente tutti gli interventi del pubblico fossero indirizzati verso la richiesta di maggiore controllo e rigidita` di internet.Il post originale dal blog di Zetavu
Stamattina una bella puntata di Giovanni Valentini su Repubblica Radio Tv a proposito del disegno di legge sull’editoria e i blog, quello del gran casino di questi giorni. Da seguire, qui il link.
Niente da dire sui partecipanti: buono il conduttore, ottimo Rodotà, lucido e sorprendente in positivo Nicola D’Angelo dell’autorità per le comunicazioni, efficace e stranamente chiaro Giuseppe Granieri. Accettabile anche l’intervento del ministro Gentiloni al telefono.E allora, che faccio mi lamento?
E mi lamento sì: dei messaggi arrivati in studio dagli spettatori. Una sola continua richiesta di “controlli” e garanzie. Una sete totalitaria insaziabile, che cerca in modo paranoico sicurezza e garanzia laddove controlli e sicurezze non sono più possibili. Cinesi, insomma.
p.s.
un solo dissenso col dibattito: i codici di autoregolamentazione funzionano negli ambienti e categoria ben definiti. Non in un universo magmatico in continuo movimento
Questa la mia riflessione invece
E` inevitabile che i messaggi degli spettatori fossero viziati se da tutte le parti si continua a fare terrorismo su internet, covo dei reietti, terroristi, sovversivi, contestatori e chi piu` ne ha piu` ne metta. E` inevitabile una reazione di questo tipo se nei TG le uniche volte che si parla di internet e` in relazione alle dichiarazioni di Al Quaeda, alle operazioni “antipirateria” foraggiate dalle major, o dell’indagine sull’ultimo gruppo di pedofili che si scambiava immagini via mail o adescava bambini in chat. Avviene anche per telefono o via posta tradizionale, ma nessuno sembra ricordarsene. O comunque sembra faccia piu` scalpore dire che usano internet. Per non parlare dell’onorevole di turno che chiede che i motori di ricerca blocchino termini pericolosi quali “bomba”, “terrorismo”, “sterminio” eccetera. Peccato che io cosi` non possa piu` gustarmi le mie BOMBE al cioccolato, conoscere lo stato attuale delle norme antiTERRORISMO, sapere cosa e` successo nei campi di STERMINIO nazisti.
Non mi stupisce affatto, dunque, ascoltare persone “normali” terrorizzate da un tale strumento del demonio. Mi fa arrabbiare, si`, ma non mi stupisce.
Chissa`, domani qualcuno proporra` di fare un rogo di tutte le homepage!
E per quanto riguarda invece la possibilita` di una Costituzione per internet
Qualsiasi cosa che provi a regolare rigidamente internet e` destinata a fallire, in virtu` del funzionamento stesso della rete, a meno di costruire una nuova muraglia cinese, fatta di firewall e strumenti di controllo vari ed eventuali. Per loro stessa natura la rete, e l’informazione stessa sfuggono al controllo. Non c’e` modo di imporre una specifica legge su internet. La si puo` imporre in un tribunale, nel mondo “fisico” (personalmente e` da un pezzo che non uso i termini “reale” e “virtuale”, benche impalpabili i bit sono veri e reali quanto un mattone) in rete aggirare l’ostacolo e`, letteralmente, un gioco da bambini. Basti pensare alla censura imposta dall’AMS verso determinati IP. Bastano una ricerca su google e 15 minuti di tempo per aggirare il blocco e continuare a bruciare i propri euro su questo o quel casino` on line. Basti pensare a quanto accaduto di recente in Birmania, dove una delle prime risposte del governo e` stata quella di (provare a) bloccare internet. Eppure le informazioni hanno continuato a circolare, certo con piu` difficolta ma hanno continuato a circolar.
Proxy anonimi e strumenti di crittografia “personale” sono nati per questo. Qualcuno puo` usarli per commettere azioni illegali. Ma anche con una automobile posso investire la vecchietta del piano di sotto, ma non per questo si mettono al bando le automobili.
Dal mio punto di vista si continua a reiterare lo stesso errore da anni, voler a tutti i costi applicare le leggi del mondo fisico, per sua natura facile da indentificare, circoscrivere e “rinchiudere” ad un mondo che di fisico non ha nulla, fuggevole per natura e per vocazione.
Internet non non puo` (e non deve) essere regolata, l’idea di base con cui fu progettata ARPAnet era quella di resistere anche ad attacchi atomici. Ben poca cosa rispetto alla legislazione locale di questa o quella nazione.
Non sono le leggi che possono renderle un posto migliore ma una migliore comprensione degli strumenti che mette a disposizione.
Non e` la censura che la fara` un “posto” migliore, ma la cultura.
Qualcuno, non ricordo bene chi ed in che contesto, diceva che e` sempre piu` facile attaccare qualcosa che non si conosce, piuttosto che (anche solo provare a) comprenderlo. Non so chi fosse, ma di certo ha centrato il problema!
Potete seguire la discussione a questo link.
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