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Botnet: Telecom Italia in cima alle classifiche

Per un istante, provate a dimenticare il titolo di questo post. Avete 10 secondi per pensare quali potrebbero essere i cinque paesi piu` “caldi” per quanto concerne virus, malware e simili. Memore dei log dei miei server, ho pensato a Romania, Cina, Taiwan, Brasile e Turchia (non necessariamente in quest’ordine). Bene, a quanto pare mi sbagliavo, almeno per i 3/5 della mia valutazione

Un recente studio pubblicato da Commtouch, relativo al periodo giugno/luglio 2008, ha evidenziato che i paesi con la maggiore concentrazione di Zombie siano, nell’ordine: Turchia (11% del totale mondiale), Brasile (8,4%), Russia (7,4%). L’Italia conquista(?!) un quarto posto, con circa il 6% dei PC infettati da malware.Va comunque evidenziato, che i numeri sono relativi ai client infetti, e non ai sistemi server che ospitano siti infetti o vari strumenti e meccanismi di “diffusione” per il malware, per i quali il primato spetta alla Cina, con oltre il 50% di sistemi infeti.

Tornando agli Zombie di casa nostra e` utile/triste notare come nella classifica relativa agli ISP maggiormente interessati dal fenomeno spicchi Telecom Italia, con oltre 1.200.000 host. Decisamente non pochi. Va comunque detto che nell’elenco non mancano altri illustri contendenti: Brasile Telecom con poco meno di 650.000 e Verizon  poco piu` di 550.000 zombie.Numeri tutt’altro che rassicuranti (e che spiegano anche abbastanza bene come sia possibile che il  76.5% delle email inviate/ricevute nel mese di giugno fossero spam.

I punti di riflessione che vedo sono essenzialmente 2:

1. il costo per per Telecom Italia, cosi` come per gli altri ISP, per il mantenimento di una “struttura” di questo genere. 1.200.000 sono gli abitanti di Milano(!).

2. la mancanza di consapevolezza ed alfabetizzazione da parte degli utenti.

Nessuno dei due e` di facile soluzione. E` impensabile che un ISP possa provvedere alla sanitizzazione di tutti i PC dei propri utenti. Anche la sola “messa in sicurezza” e` tutt’altro che facile.

Il secondo punto, forse, potrebbe essere piu` facile da affrontare. In fin dei conti, basterebbe un uso meno passivo e supino di uno strumento.

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