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Il grande fratello digitale?
Un rapido quiz: provate a pensare al sito piu` “amichevole” della rete. Quello che vi accoglie con una bella pagina leggera. Con i colori giusti ed il giusto equilibrio di contenuti. Un sito realmente utile. Che vi consente di trovare in qualsiasi momento di trovare quello che cercate, che vi aiuta quando vi serve assolutamente saperne di piu` su Abram Van Heel? Su, ditelo: Gooogle.
Bene altra domanda: chi e` che spia/sfrutta tutte le vostre ricerche, le vostre mail, i vostri video? L’hacker cattivo di turno? Il solito cattivone? No, sbagliato. La risposta resta la stessa: Google.
Dopo questa entrata plateale, che fa sempre la sua bella figura, ricomponiamoci e parliamo (per quanto mi sia possibile) seriamente.
Uno dei principali meriti di Google, almeno dal punto di vista del marketing, sta sicuramente nell’essersi costruito una facciata da “brava persona”. In fin dei conti, in milioni ogni giorno, ogni secondo facciamo milioni di ricerche praticamente su tutto lo scibile umano. E` questo simpatico motore di ricerca che tante volte ci tira fuori dai guai. Ci fornisce una marea di informazioni.
Ora, provate a fermarvi un attimo e provate ad osservare tutto cio` da una prospettiva leggermente diversa: quanto di vostro entra in Google? Molto, molto di piu` di quanto non pensiate. Qualsiasi vostra mossa viene attentamente registrata. Qualsiasi cosa cerchiate o facciate su Google o su uno dei suoi siti satellite puo` essere messo in relazione per creare un vostro profilo. Nulla di nuovo fin qua. Sull’argomento in rete si sono scritte pagine e pagine
Ma fino ad ora tra voi e Google c’era qualcosa, una sottile linea rossa: il vostro browser. Con il lancio di Google Chrome quella flebile linea difensiva e` stata rimossa, completamente, tanto che nella licenza d’uso di Chrome si legge:
Taci, il grande fratello ti osserva!
11. Content licence from you
11.1 You retain copyright and any other rights that you already hold in Content that you submit, post or display on or through the Services. By submitting, posting or displaying the content, you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free and non-exclusive licence to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any Content that you submit, post or display on or through the Services. This licence is for the sole purpose of enabling Google to display, distribute and promote the Services and may be revoked for certain Services as defined in the Additional Terms of those Services.
Ovvero, pur mantenendone il copyright (sul vostro blog, cosi` come sul sito aziendale della societa` per cui lavorate) utilizzando Chrome, concedete a Google una licenza perpetua ed irrevocabile a pubblicare, modificare, adattare tutto cio` che pubblicate o visualizzate con o tramite il Servizio [Chrome, n.d.t.].
Non ho nulla di personale contro Google, anzi anche io come tutti sono vittima della loro ottima campagna di marketing. Cio` non di meno non bisogna perdere di vista il rischio che si palesa nel momento in cui un unico soggetto accentra un cosi` alto numero di servizi e di conoscenza. Il sapere e` potere.
Google e` bello, divertente, utile e tutto quanto quello che puo` venirvi in mente. Ma, non dimentichiamo, che lo scopo non e` fare beneficenza, ma fare soldi, e anche tanti possibilimente.
E con questo, io ho detto la mia. Come sempre i commenti sono piu` che ben accetti.
EDIT: grazie a Giovanni per aver segnalato che, nel frattempo, Google ha provveduto a “correggere” la licenza, mantenenedo solo la frase “You retain copyright and any other rights that you already hold in Content that you submit, post or display on or through the Services”.
Per saperne di piu`
- Burned by Chrome (The Register)
- Google on Chrome EULA controversy: our bad, we’ll change it (Ars Technica)









Su, non fare come i giornali italiani che arrivano alla notizia il giorno dopo. E se magari la notizia e’ cambiata, il giorno dopo, loro niente. E’ stato probabilmente un errore di copia e incolla, creepy, questo si. Gia’ corretto retroattivamente. Google e’ pericolosa cosi’ com’e', non c’e’ bisogno di creare casi. Oltretutto una EULA cosi’, attaccata ad una licenza open-source…
Premesso che questo blog non ha la pretesa di essere un giornale, ne tantomeno io di essere un giornalista ;) Non ho la pretesa di stare sulla notizia, e d’altronde non ne avreni neanche la possibilita` e il tempo. Lo scopo di questo blog ` (1 e prima di tutto) avere uno spazio dove scrivere quello e di quello che mi interessa e (2) se possibile parlarne con altre persone interessate, e da questo punto di vista il tuo commento e` il benvenuto.
E` vero, google ha aggiornato la licenza rimuovendo la parte “incriminata”. Ma il rischio “grande fratello” resta. All’ipotesi del copia e incolla “wops, mi son sbagliato”, personalmente non ci credo.
La licenza con cuo viene rilasciato il codice sorgente, poi, non ha alcun vincolo/legame con la licenza di fruizione del servizio. Sono due licenze separate che regolano e regolamentano due diversi “momenti” del software.
E grazie ancora per l’attenzione con cui leggi questo blog.
Che Chrome sia un collector di servizi Google infiocchettati con la penultima (o terz’ultima?) versione del WebKit è ben chiaro.
Quello che è strano, e che la sua Eula è simile a quella degli altri servizi Google. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.
Nulla di nuovo, solo che il controllo si fa sempre piu` ampio. Se prima, infatti, i dati potevano essere “intercettati” solo al momento del loro ingresso in uno dei servizi di Google, con Chrome il dato puo` essere “acquisito” nel momento stesso in cui viene immesso in rete. Si`, lo so, sono paranoico :)
No, non sei paranoico. Se ho usato il termine collector, l’ho fatto con cognizione di causa :)
Btw, Amiga…hai letto il post “Mi Vendo?”
Appena letto :) Che tempi… l’Amiga.
Ci penso cosa sarebbero state oggi delle macchine Amiga se avessero continuato a sviluppare? Sigh…
Macchine straordinarie.